CET1 e AT1 anziché esclusivamente capitale primario di classe 1

Il punto di partenza è la revisione della legge sulle banche proposta dal Consiglio federale. Secondo tale proposta, le banche di rilevanza sistemica dovranno coprire integralmente presso la casa madre svizzera il valore contabile delle partecipazioni in filiali estere con capitale primario di classe 1, ossia Common Equity Tier 1 o CET1.

La WAK-S intende mantenere la copertura integrale, ma propone una diversa combinazione di capitale: almeno il 50 per cento delle partecipazioni estere dovrebbe essere dedotto dal capitale CET1. Per la parte eccedente, la banca dovrebbe poter impiegare capitale aggiuntivo di classe 1, ossia Additional Tier 1 o AT1. Nel definire gli strumenti AT1 computabili, il Consiglio federale dovrebbe orientarsi allo standard del mercato europeo.

La proposta è stata approvata nella votazione sul complesso con 10 voti contro 2 e un’astensione. Il Consiglio degli Stati esaminerà il progetto nella sessione autunnale 2026. L’esito dell’iter parlamentare rimane quindi aperto.

Un meccanismo di stabilizzazione su più livelli

L’innovazione principale risiede nel meccanismo AT1 previsto. Il capitale aggiuntivo di classe 1 dovrebbe contribuire già in una fase iniziale di stabilizzazione, anziché soltanto al momento di una risoluzione.

Se una banca scende al di sotto del requisito CET1 determinante, in una prima fase dovrebbero applicarsi in particolare le seguenti misure:

  • Sospensione dei rimborsi e dei riacquisti di strumenti AT1
  • Sospensione dei pagamenti d’interessi ai detentori degli strumenti AT1
  • Interruzione dei pagamenti di dividendi e dei riacquisti di azioni
  • Divieto di altre distribuzioni economicamente comparabili
  • Riduzione della remunerazione variabile per l’anno in corso

Se la banca non riesce a soddisfare nuovamente il requisito CET1 entro sei mesi, sono previste ulteriori misure di stabilizzazione. Queste possono comprendere un aumento di capitale e un’offerta di scambio o conversione di strumenti AT1. I relativi preparativi dovrebbero essere già previsti nel piano di stabilizzazione e assicurati mediante sufficiente capitale di riserva negli statuti.

Si crea così un legame più stretto tra pianificazione del capitale, politica di distribuzione, remunerazione e pianificazione del risanamento.

L’efficacia è controversa

La maggioranza della commissione considera la propria proposta un compromesso appetibile per il mercato e compatibile a livello internazionale. Esso dovrebbe consentire una copertura integrale con fondi propri senza basarsi esclusivamente sul capitale CET1.

La FINMA valuta invece criticamente la soluzione proposta. A suo giudizio, anche strumenti AT1 ridisegnati potrebbero assorbire le perdite troppo tardi nella fase di stabilizzazione. Soglie d’attivazione rigide, blocchi automatici delle distribuzioni e procedure di conversione complesse potrebbero creare ulteriore incertezza sul mercato in una situazione di stress. La FINMA ravvisa inoltre rischi per la comparabilità internazionale, la collocabilità degli strumenti e l’attuazione giuridicamente sicura.

Anche il Dipartimento federale delle finanze considera più efficace la copertura integrale con CET1. Secondo il Dipartimento, soltanto il capitale primario di classe 1 garantisce che le perdite di valore delle filiali estere non incidano direttamente sui coefficienti patrimoniali della casa madre svizzera.

Il dibattito politico non riguarda quindi soltanto l’ammontare del capitale richiesto. Al centro vi è piuttosto la qualità del capitale capace di assorbire realmente le perdite in una crisi in modo tempestivo, giuridicamente sicuro e senza ulteriore destabilizzazione.

Quattro fattori di successo

Perché il modello proposto coniughi in modo convincente stabilità finanziaria e competitività, sono decisivi in particolare quattro fattori:

  • Soglie d’attivazione chiare: le soglie CET1 determinanti e le basi di calcolo devono essere definite senza ambiguità. Banche, autorità di vigilanza e investitori devono poter riconoscere quando viene attivata ciascuna misura.
  • Conseguenze giuridiche prevedibili: sospensioni d’interessi e dividendi, interventi sulla remunerazione ed eventuali conversioni di strumenti AT1 interessano diversi gruppi di soggetti. Ordine di priorità, procedure e tutela giuridica devono pertanto essere disciplinati con certezza.
  • Compatibilità internazionale: gli strumenti devono rimanere comparabili sul piano normativo e collocabili sui mercati internazionali dei capitali. Norme svizzere speciali non devono condurre a un trattamento giuridico o economico difficilmente prevedibile.
  • Governance solida: pianificazione del capitale, pianificazione della stabilizzazione, sistemi di remunerazione e condizioni contrattuali degli strumenti AT1 devono essere concepiti come un sistema di gestione coerente.

Ambiti d’intervento per il consiglio d’amministrazione e la direzione

Pur essendo l’iter legislativo ancora in corso, gli istituti interessati possono già esaminare le possibili conseguenze. Rientrano in particolare in questo esame:

  • Analisi di scenario per diverse proporzioni di CET1 e AT1
  • Coordinamento della pianificazione del capitale e della stabilizzazione
  • Verifica dei programmi di distribuzione e riacquisto
  • Adeguamento dei modelli di remunerazione variabile
  • Analisi delle condizioni contrattuali AT1 esistenti e future
  • Predisposizione del capitale di riserva necessario
  • Chiarimento dei processi decisionali, di escalation e di comunicazione
  • Allineamento della base dati per direzione, autorità di vigilanza e investitori

Una base coerente di dati e documentazione è fondamentale. Coefficienti patrimoniali, valori delle partecipazioni, soglie contrattuali d’attivazione e possibili misure di stabilizzazione devono essere comprensibili internamente e spiegabili in modo convincente anche alla FINMA, agli investitori e agli altri soggetti interessati.

Prospettive

La proposta della WAK-S apre un importante dibattito sul futuro ruolo del capitale AT1 nel regime svizzero too big to fail. Cerca di coniugare una maggiore resilienza con una struttura patrimoniale competitiva a livello internazionale.

La possibilità che ne derivi un modello sostenibile dipende in larga misura dall’ulteriore dibattito parlamentare e dalla concreta configurazione giuridica. Sarà decisivo verificare se gli strumenti AT1 esercitino davvero un effetto stabilizzante tempestivo senza limitare in modo eccessivo le possibilità d’intervento della banca e dell’autorità di vigilanza durante una crisi.

La Svizzera ha l’opportunità di coniugare stabilità finanziaria e competitività in un regime patrimoniale moderno. Ciò richiede tuttavia regole chiare, strumenti affidabili e una governance efficace già prima di una crisi.

Questo articolo ha scopo informativo generale e non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.